advertising campagna h&M curvy

Corpi naturali, sinuosi e dalle linee morbide sono una scelta sempre più diffusa a livello di marketing e nel mondo del fashion. Un altro brand che sta facendo parlare di sè su tutte le riviste del settore e soprattutto sui social, per la capacità di trasformare il body shaming in approccio body positive è stato H&M. La campagna di lancio della nuova collezione costumi “Summer summer escape” vede infatti come protagonista la modella curvy olandese Jill Megal Kortleve. Al bando i fotoritocchi, le pance piatte e i corpi innaturalmente magri: il fotografo Christian McDonald ha saputo cogliere la bellezza più vera al di là degli stereotipi, tra costumi interi, bikini e parei animalier, mentre sullo sfondo campeggia una selvaggia ambientazione messicana.Marketing campagna h&M curvy

Non è di certo il primo caso di messaggio forte e deciso sull’accettazione di sè dal mondo della moda, ma basti pensare alla tanto discussa campagna di intimo firmata Calvin Klein per comprendere come il rischio di esporsi a commenti negativi e attacchi di body shaming sia, ancora oggi, altissimo. Per la legge del contrappasso, quel marketing che negli ultimi decenni ha portato all’esasperazione l’elogio della magrezza e la spasmodica ricerca della perfezione a tutti i costi, si ritrova ora a cambiare rotta con molta fatica, per poter diffondere nell’opinione pubblica una percezione più naturale e positiva della fisicità.Marketing nuova campagna estiva h&M curvy

Una scelta audace, quella del marchio fashion svedese, che riconferma la sua tendenza a prendere posizioni nette davanti a temi di attualità piuttosto caldi. La coerenza dell’identità H&M, che già da tempo si esprime sui social network attraverso shooting molto naturali, positivi e sbarazzini, è stata premiata dalla viralità ottenuta dai post, con centinaia di migliaia di like già a poche ore dalla pubblicazione e commenti in cui gli utenti riconoscono e si identificato nella bellezza naturale, pur con tutte le sue possibil imperfezioni.

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Fu lo stesso Amministratore Delegato Karl-Johan Persson a fare un passo indietro, in una dichiarazione pubblica, rispetto alla tipologia di modelle che venivano selezionate per le campagne pubblicitarie di un tempo, la cui magrezza eccessiva condizionava con gli standard classici della moda tante giovani e adolescenti, promuovendo un messaggio sbagliato e in alcuni casi perfino pericoloso.

 

È già da un po’ che, ultimamente, sentiamo parlare in chiave body positive anche da parte di influencer, personaggi del mondo dello spettacolo, cantanti e brand di vario tipo, sempre più concordi nel sottolineare che il concetto di bellezza non è univoco ma, al contrario, del tutto soggettivo.

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