Gruppoicat
1995
Bamako
Yesretail
shutterstock_219521263

Nonostante in molti casi la diffidenza verso l’acquisto telematico risulti ancora importante, non possiamo chiudere gli occhi davanti ai grandi cambiamenti di cui, volenti o nolenti, siamo noi stessi i principali protagonisti. Il mondo dell’economia si sta evolvendo, popolandosi di nuovi scenari e, soprattutto, di strumenti tecnologicamente avanzati e sempre più performanti, che fino a qualche anno fa sembravano essere una lontanissima chimera. Diventa allora doveroso soffermarsi un istante per riflettere sullo stato attuale del mercato italiano, ma anche sui trend previsti per il futuro più o meno immediato. Verso quali direzioni si sta dirigendo il commercio online? Vediamo insieme alcuni dati esplicativi, per chiarirci un po’ le idee…

Mobile in costante ascesa

e-commerce in Italia

Quanto è ampia la fetta di mercato interessata dal commercio elettronico? In che misura i consum-attori di oggi utilizzano i dispositivi mobile?

Se fino allo scorso anno il numero di internauti non arrivava ai 28 milioni, oggi le persone che accedono mensilmente ad internet sono quasi 29 milioni. Ognuno di noi trascorre mediamente due ore della propria giornata navigando in rete e cresce vertiginosamente – come potevamo facilmente immaginare – la porzione di utenti che preferisce l’immediatezza del mobile all’uso. Insomma, sapere che il 75,8% degli utenti on line ha visitato almeno un sito o un’applicazione dedicata all’e-commerce per più di un’ora e mezza è fondamentale per ristrutturare tutta la panoramica di business che guida la strategia di un’azienda.

Secondo i dati forniti dal Politecnico di Milano, il valore economico generato da consumi e dagli investimenti sul canale mobile nel 2014 è stato di 25,7 miliardi di euro, pari all’1,65% del Pil italiano. Una percentuale importante, se consideriamo che sono 16 mila le aziende italiane che nel 2016 impiegano lo strumento del commercio elettronico e, secondo le stime degli esperti, nel 2025 potremo raggiungere quota 50mila.

Il mobile first non è più, come qualche tempo fa, un optional per chi decide di intraprendere l’avventura di gestire la propria presenza sul web, ma assume a questo punto un ruolo primario. E non si tratta nemmeno di “design” meramente estetico di un sito, ma di ripensare a tutta la user experience dell’utente, punto di partenza fondamentale per rivedere in chiave strategica la comunicazione digital nella sua totalità. Solo un’esperienza navigazionale impattante e coinvolgente può generare conversioni capaci di fornire risultati tangibili in termini di business. Ti spiegheremo nel prossimo articolo qualche trucchetto per migliorare l’usabilità del tuo sito e la percezione che può generare negli internauti.

E-commerce 2016: trend positivi

Se è necessario che un sito “vetrina” abbia i requisiti fondamentali per conquistare la fiducia di chi vi si addentra, capirai bene come questa regola valga ancor più per le piattaforme dedicate alla gestione del commercio elettronico.

Ma vale la pena investire nell’e-commerce? Cosa ci dicono le statistiche? Nel 2015 la crescita è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente, aggiudicandosi un +19% e raggiungendo quasi 29 miliardi di euro di fatturato. È un mondo che in questo momento si trova all’apice della sua espansione, perfino in quei settori che, nella vita “reale”, sembrano colare a picco. Come l’editoria, che si è salvata grazie alla sua capacità di adattarsi ai nuovi strumenti tecnologici: e-book, visione in streaming di pellicole cinematografiche, download di brani musicali hanno infatti permesso a questa importante fetta di mercato di riprendere decisamente quota rispetto ad una categoria merceologica che già da qualche anno era considerata, da molti, “irrecuperabile”.

Fonti: https://www.casaleggio.it/e-commerce/

http://www.osservatori.net/home

 

Close