Twitter non sta molto in salute

Alcuni fatti relativi a Twitter di cui ormai si parla un po’ dappertutto, sulle due sponde dell’Atlantico.
Twitter, come tutti i social network, si basa sull’UGC (user generated content), chi non ha particolari contenuti da diffondere non riesce a generare interesse e quindi interazioni presso gli altri utenti. E un social network che non produce interazioni perde molta della sua ragione di esistere.
Blogger, cabarettisti, autori satirici, celebrità, giornalisti, politici: sono loro la nicchia che produce la stragrande maggioranza dei contenuti e del traffico su Twitter. Perché hanno qualcosa da dire, oppure un pubblico che li ha conosciuti su altri media e usa Twitter per tenersi in contatto.
Twitter ha un grosso problema di UX. È molto complicato trovare quello che più ci interessa e conversare con qualcuno è estremamente laborioso.
Dal punto di vista del marketing:
– molte aziende non producono contenuti, quindi su Twitter non hanno granché da dire.
– Twitter è vissuto come social media personale, e molte aziende non riescono, per problemi di organizzazione interna, a parlare con un’unica voce, interessante e distinguibile (come invece fa Levi’s, ad esempio).
– i prodotti per ADV sono scarsi, poco interessanti e costosi.
L’unica cosa per cui attualmente Twitter sta funzionando bene è come funzionalità di second-screen, ovvero come luogo virtuale deputato al commento sociale di ciò che si sta guardando in Tv.

Comunque, in un mercato così dinamico e mutevole come quello dei social media chi si stupisce se alcuni non ce la fanno. Chi si ricorda di MySpace? Se la vide con Facebook all’alba del web 2.0 ed era molto frequentato soprattutto da aspiranti artisti. E FourSquare? Nel 2011 e 12 era l’applicazione di cui tutti parlavano, adesso lotta per sopravvivere, cambiando frequentemente format ma conservando sempre una speranza di vita non lunghissima, diciamo.

Certo, un eventuale default di Twitter sarebbe epocale, e per questo è molto difficile che succeda. Più probabile che qualcuno dei giganti del web decida di acquisirlo per inglobarlo in qualche strategia di lungo periodo.

In questa infografica di Instavest, che abbiamo tradotto e adattato per il pubblico italiano, sono riportate alcune informazioni aggiuntive sullo stato di salute della piattaforma.

Infografica che spiega perché twitter è in pessime acque

Fonti: http://www.instavest.comhttp://www.davidelicordari.com/

1 Comment

  1. […] Mentre Twitter non se la passa molto bene (leggi miei articoli qui e qui) si sta affermando un nuovo modo di leggere e scrivere (in inglese) sul web. Non a caso […]

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