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Neuromarketing

Se ne parla sempre, ma se ne parla troppo poco: il neuromarketing riveste un ruolo importantissimo nelle scelte quotidiane di tutti noi. Lo sanno bene alcuni brand, che giocano in maniera tutt’altro che casuale sui 5 sensi e sulla percezione dei loro prodotti da parte del pubblico. Ti diremo di più, il senso di cui loro si preoccupano di più è in realtà il sesto, ovvero l’inconscio.

Esperienze di vita

Ti è mai capitato di entrare in un negozio di abbigliamento, sentire un fantastico profumo di vaniglia che ti ha messo di buon umore e, guarda caso, uscire dallo shop con una busta piena di capi? O magari è stato proprio quel profumo a condurti verso l’ingresso dell’esercizio commerciale, mentre stavi per tirare dritto sulla tua strada e ti eri ripromesso di non mettere mano al portafogli. Lungi dal pensare che qualunque azione compiamo nel corso della nostra giornata sia architettata da malefiche forze superiori, come la Bella Addormentata nel Bosco davanti al fuso avvelenato, ma non siamo nemmeno troppo distanti da questa associazione di idee. Facciamo un passo indietro e vediamo insieme perchè…

Il nostro cervello

neuromarketing, il nostro cervello

Il nostro cervello si suddivide in tre parti: il cervello antico, quello intermedio e quello recente. Il primo è rappresentato da tutto ciò che ha a che fare con le nostre funzioni vitali; è quindi, in poche parole, l’inconscio che ci portiamo dietro come eredità dai nostri antenati. Il cervello intermedio è correlato alla sfera emozionale e ci permette di associare immagini, suoni, circostanze a determinate reazioni emotive. Ultimo ma non ultimo, il cervello recente, che apprende ed elabora tutte le informazioni di tipo razionale e cognitivo. Ogni secondo della nostra vita noi riceviamo circa 11 milioni di microinformazioni; di queste, solo 40 vengono analizzate dalla nostra parte razionale. Questo significa che in ogni istante, senza nemmeno rendercene minimamente conto, selezioniamo quasi la totalità delle informazioni che il mondo ci fornisce in maniera immediata, attraverso il nostro istinto. Rientra nel nostro fisiologico processo di “risparmio energetico” delle funzioni cerebrali, è normalissimo che sia così.

Il neuromarketing

Il funzionamento del cervello neuromarketing

E allora cosa fa il marketing? Come si comporta l’advertising per entrare a colpo sicuro nel cuore delle persone in questo marasma di stimoli informativi con cui dobbiamo fare i conti full time? Qui entra in gioco il neuromarketing, e si apre un nuovo mondo. Mille mondi, se vogliamo essere precisi. Sì, perché questa branca della neuroeconomia declinata al mondo della comunicazione pubblicitaria comprende in realtà una miriade di sottocategorie e sfaccettature diverse. Colori, scelte tipografiche, persuasione, user experience, pnl, neuromarketing applicato al web e ai social. Se solo ti fermi un attimo a pensarci, ti ritroverai già con i brividi a fior di pelle.

Poco per volta, nei prossimi articoli, ti accompagneremo nella conoscenza – a grandi linee, ovviamente – di tutte queste galassie parallele. Ma non ti anticipiamo nulla, dovrai avere un po’ di pazienza… Dopo aver trascorso tanti anni, forse senza nemmeno immaginare l’esistenza di tutto ciò, cosa vuoi che sia qualche giorno di attesa?

 

Fonti: www.focus.it/www.22s.com

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