legge copyright social

Nonostante la netta opposizione dell’Italia e di molti altri Paesi, oramai è ufficiale: la nuova legge sul copyright, a livello Europeo, è oggi realtà.

È infatti partito il conto alla rovescia che prevede l’adattamento alle nuove normative da parte di tutti gli stati membri dell’UE entro 24 mesi.

Le conseguenze? A social network come Facebook, Instagram e YouTube sarà richiesto l’ottenimento di particolari licenze per ciò che concerne le opere protette da diritto d’autore, per poterne ospitare i contenuti sulla propria piattaforma. 

Tanti i timori per chi del web ha fatto la sua seconda casa: ad esempio, la possibilità che questa forma di censura possa limitare modalità di espressione tipiche di internet, quali meme e GIF. Ma anche che possano verificarsi ripercussioni sulla creatività e sui posti di lavoro correlati a questo tipo di attività digitali.

 Marketing copyright riforma internet

Il vicepresidente della Commissione UE al mercato digitale e responsabile del dossier, Andrus Ansip, ha definito questa nuova riforma “un grande passo in avanti”, capace di delineare per la prima volta regole chiare a livello comunitario per ciò che riguarda il patrimonio culturale e il data mining; arrivano a questo punto anche le prime rassicurazioni sui diritti degli internauti: “Abbiamo garanzie chiare per la libertà di espressione, insegnamento e creatività online”.

Direttamente dalla dichiarazione di Google apprendiamo ulteriori dettagli sul futuro di questa regolamentazione, dal momento che “La direttiva sul copyright porterà comunque ad incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell’Europa. I dettagli contano e restiamo in attesa di lavorare con politici, editori, creatori e titolari dei diritti mentre gli Stati membri dell’UE si muovono per implementare queste nuove regole”.

riforma del copyright internet 2019 

Concretamente, come cambierà il nostro raggio d’azione nel mare magnum della rete? La centralità dell’articolo 13 sulle responsabilità delle piattaforme e dell’articolo 11 sul compenso dovuto agli editori nel caso di ricondivisione di pezzi giornalistici, fa sì che il diritto di citazione e inserimento di “brevi estratti” resti lecito, mentre i grandi colossi di internet provvederanno al pagamento di materiali video, audio, testuali e giornalistici protetti da copyright. I siti nati come aggregatori di notizie, che hanno finora abusato della possibilità di ospitare senza limiti contenuti provenienti da altre fonti, non potranno più procedere nella stessa direzione.

Anche i meme sembrano essere salvaguardati da un’apposita norma, che ne consente il caricamento e la condivisione ai fini di citazione, critica, revisione, caricatura, parodia o “pastiche”.

Allora possiamo parlare di limitazione creativa o piuttosto regole di civiltà per contrastare l’anarchia assoluta che spesso regna sovrana su internet?

Chi navigherà, vedrà.

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Fonti info:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/a-strasburgo-votazioni-legge-di-riforma-copyright-diritto-d-autore-in-digitale-f441cceb-0dcc-4d52-af19-1cd1ac583edd.html?refresh_ce

https://www.digitalic.it/internet/web/legge-sul-copyright-lue-lha-ufficialmente-approvata

https://www.ninjamarketing.it/2019/03/27/la-riforma-sul-copyright-e-approvata-cosa-cambia/

https://www.ilpost.it/2019/03/26/riforma-copyright/

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