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marketing generico stretto

Se è vero, come è vero, che i social network sono luoghi di interazione virtuali, dobbiamo essere ben consapevoli del fatto che il target e il linguaggio sono tarati in base alle caratteristiche intrinseche di ciascuno. Se il nostro brand va fortissimo su Facebook, per intenderci, non è detto che la sua presenza sia esplosiva anche su Twitter. Anzi, con molta probabilità non sarà affatto così, soprattutto se tendiamo a standardizzare la nostra comunicazione senza minimamente declinarla adattandoci al canale utilizzato.

Il meccanismo è molto semplice. Ognuno di noi, sulla base di carattere, predisposizioni e interessi, si trova a proprio agio in determinati tipi di ambienti, all’interno dei quali sarà anche più facilmente apprezzato dalle altre persone che appartengono al gruppo. Se siamo rockettari inside, difficilmente ci sogneremmo di andare in discoteca a trascorrere tutta la notte a suon di house. E se anche ci sforzassimo di farlo per variare le nostre abitudini, in una prima fase sembreremmo talmente impacciati e fuori luogo da attirare l’attenzione di tutta la pista, perché magari ci sorprendiamo a ballare David Guetta come fosse un brano dei Deep Purple. C’è un piccolo problema di coerenza, questo è chiaro.

marketing digitale e social network

Ma non possiamo nemmeno farcene una colpa: il mondo è bello perché è vario, e dobbiamo solo capire in quali posti dell’universo troviamo la nostra più naturale collocazione.

Anche i social funzionano così, né più né meno. Non possiamo pretendere che tutto l’universo degli internauti cada ai nostri piedi ogni volta che digitiamo una lettera, un numero o un punto esclamativo sul nostro profilo.

Cosa ci dicono le statistiche dei social network più in voga

fashion_instagram_brand_follower1 social network

L’ennesima dimostrazione ci giunge, in questi giorni, da un’analisi social sui fashion brand più apprezzati dalla rete, pubblicata su un blog di marketing e comunicazione.

Su Instagram campeggiano Chanel, Louis Vuitton e Dior, rispettivamente con 9 milioni e 500mila, 9 milioni e 100mila, 8 milioni e 300mila fan.

fashion_facebook_brand social network Facebook

Non possiamo dire lo stesso per il social ideato da Zuckerberg, dove in pole position troviamo Levi’s, Louis Vuitton e Burberry.

Ritorna in prima posizione, nella città dei cinguettii, Chanel, seguita da Dior e Burberry.

fashion_twitter_brand

Nonostante sul podio dei tre social network più gettonati ritornino, in ordine sparso, sempre gli stessi fashion brand, la comparsa improvvisa di Levi’s sulla classifica ci fornisce in realtà un’informazione molto importante: Facebook è e rimane un social di massa, dove un marchio tendenzialmente casual avrà molta più fortuna rispetto a uno di lusso.

Questo vuol dire che un luxury brand può anche risparmiare tempo e fatica evitando di curare una fanpage su Facebook o che un marchio come Levi’s, prima o poi, è destinato inesorabilmente ad eclissarsi su Instagram? Ovviamente no, ma la sfida del marketing in tempi di social network è anche questa: cercare il tono di voce più adatto e curare costantemente l’immagine di un’azienda, evidenziando sfaccettature diverse della personalità di un marchio sulla base della piattaforma social con cui si interagisce, senza mai snaturarlo.

 

Fonte: http://jcp.im/2016/01/28/il-fashion-sui-social-nel-2016-la-classifica-di-brand-ed-influencer/

 

 

 

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