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È arrivato il momento di riprendere anche sul nostro blog un tema importantissimo per chi vuole tradurre in risultati di business le strategie e le azioni intraprese online, un tema che è stato al centro del nostro ultimo appuntamento con i Digital Days: i Key Performance Indicators. Per gli amici, KPI.

Partendo dal presupposto che tutto è misurabile e pianificabile secondo i dati di mercato, le decisioni aziendali che si traducono in azioni di marketing concrete ed efficaci devono essere senza dubbio consapevoli: nasce così il data driven marketing.

Gli indicatori che ci aiutano in questo percorso di consapevolezza ed esperienza sono appunto i KPI, utilizzabili al tempo stesso come strumento di controllo delle performance e strumento di pianificazione per programmare le attività future in ottica migliorativa.

Ma quali sono gli step da compiere per stabilire i KPI?

Prima di tutto, avere ben chiari gli obiettivi da cui partire per tracciare il percorso di comunicazione; in secondo luogo, delineare attività e strumenti che favoriranno il raggiungimento dell’obiettivo prefissato. A questo punto, sarà opportuno definire anche un timing e un budget a supporto delle attività previste, mentre l’ultimo task in ordine di tempo – ma forse il più importante di tutti per poter perfezionare le scelte fatte – è il monitoraggio dei risultati.

Focalizziamo ora il discorso sull’ambito social, dove gli indicatori realmente importanti – al di là delle cosiddette vanity metrics come like e condivisioni, che non incidono in maniera significativa sugli algoritmi – sono quattro. Vediamoli insieme.

 

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Awareness

Queste metriche misurano la notorietà di un brand nel mare magnum dei social. L’awareness raggiunta viene analizzata considerando la quantità di share, impression, mention e anche la reach, ovvero il numero di persone che un post ha raggiunto una volta pubblicato.

La copertura rappresenta invece il “raggio d’azione” dei contenuti veicolati sui social network.

Engagement

Al di là delle potenziali o effettive visualizzazioni, quanto un utente si sente realmente coinvolto da ciò che pubblichiamo? È questo l’indicatore che consente di scoprirlo. Facebook, ad esempio, unisce i dati relativi a like, share e commenti con il numero totale di fan della pagina, moltiplicando poi il risultato per 100.

Per calcolare la viralità del post, invece, si divide il numero di condivisioni ottenute con le visualizzazioni uniche, il tutto moltiplicato per 100.

Conversion

Anche il tasso di conversione, ovvero il rapporto tra le persone che hanno cliccato su CTA specifiche e il numero totale di visitatori, è fondamentale per capire se il contenuto è stato efficace nell’incentivare le persone a compiere le azioni richieste. Qui entrano in gioco cookies e pixel che consentono appunto di monitorare tutti i passaggi compiuti dai nostri fan in relazione a quel post.

Customer

Il primo passo per entrare in sintonia con il proprio pubblico è ascoltarlo. In questo senso sono fondamentali le metriche che analizzano, attraverso contenuti prodotti dai follower come recensioni, commenti o interviste, che cosa pensano del tuo brand. Tra queste metriche, le più importanti risultano la Customer Testimonals e il Net Promoter Score, che permette di capire staticamente il rapporto tra gli utenti detrattori, i passivi e i promotori del tuo marchio.

 

 

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